Attività

SCI ALPINISMO A FORNO ALPI GRAIE

Barrouard (Monte) da Forno Alpi Graie
Il Monte Barrouard (2858 m), gita tardo-invernale e primaverile, è una gran classica della Val Grande di Lanzo che con condizioni d’innevamento sicuro percorre i bei pendii del fianco sinistro idrografico del Vallone del Rio delle Lose (Colombin), per poi portarsi sulla cresta sud del Barrouard. La vetta è molto panoramica e offre una vista splendida sul Gruppo del Gran Paradiso e delle Levanne (partenza da Forno alpi Graie).

  • Itinerario
  • Gite 9
  • Foto 17
  • Tracce 2


Nei dintorni

Da quota 2100, la punta.
difficoltà: BS   [scala difficoltà]esposizione preval. in discesa: Sud-Ovestquota partenza (m): 1220quota vetta/quota massima (m): 2865dislivello totale (m): 1650
copertura rete mobileno operato : 0% di copertura
cartografia: Fraternali N° 8 Valli di Lanzo
bibliografia: Dal Moncenisio all’Isere di Lorenzo Barbiè Itin. 31
note tecniche:Bell’itinerario alternativo alla partenza da Rivotti, più diretto con più dislivello.


descrizione itinerario

Da Forno seguire la sx orogr. della Stura fino a quota 1400 quindi svoltare a dx toccando Gias Colombin, salire sempre verso nord-est fino a raggiungere la dorsale in comune con l’itinerario di Rivotti. Di qui seguire l’evidente spalla fino in vetta. Ultimi 100 mt.per arrivare alla vetta più ripidi ed esposti richiedono attenzione con neve dura (valutati OS relazione Barbiè).
osservazioni :: nulla di rilevante neve (parte superiore gita) primaverile neve (parte inferiore gita)umida note su accesso stradaleOk quota neve m :: 1200 attrezzatura :: scialpinistica Bellissimo gioiello delle alpi graie ! Cominciamo dall inizio. Salita : da forno ho preso il sentiero diretto. Dapprima portage ok, poi si sfonda nella neve ed il bosco è così ripido e fitto che tutto sommato conviene continuare a piedi. Cinghialaggine notevole.. Ricompensata da un ottimo rigelo sui pendii ampi a partire dai 1550 circa. Si posson calzar gli sci un po’ prima cmq. Poi tutto liscio fino all unico “reposoir” della gita, a quota 2550 circa (c’è un ometto), dove ho messo i rampant per sicurezza. Ancora un pendio esposto a sud, poi cresta. Decisamente esposta ai salti di roccia sottostanti, e decisamente esposta a est dove si sale, essa richiede un’ assoluta attenzione all orario di discesa : oggi le 1045 andavano ancora bene, se si alza lo zero bisogna scendere ancora un po prima. Detto ciò, ora è in ottime condizioni, facilmente salibile con gli sci. Discesa : senza tardare giu fino al ” reposoir” su moquette da urlo, poi si può far pausa. A seguire, fantastici pendii esposti a sud ovest ( e a volte esposti sui salti di roccia). Poi, anziché cinghialaggine e portage, si può virare a destra, scendere altri bellissimi pendii, e con giro largo, ma oggi con soli due brevissimi gava/buta, arrivare sci ai piedi a forno ag ! Consigliata ! Io come quotazione le darei 3.1, esp 3.Un grazie all autista del pullman che stava partendo dal parcheggio per fare la prima corsa del mattino proprio quando son arrivato io ed ha voluto prender un mio riferimento in caso fosse accaduto qualcosa.
Gita in ottime condizioni, si parte con gli sci ai piedi dall’albergo Savoia! umida note su accesso stradaleOk quota neve m :: 1200 attrezzatura :: scialpinistica Bellissimo gioiello delle alpi graie ! Cominciamo dall inizio. Salita : da forno ho preso il sentiero diretto. Dapprima portage ok, poi si sfonda nella neve ed il bosco è così ripido e fitto che tutto sommato conviene continuare a piedi. Cinghialaggine notevole.. Ricompensata da un ottimo rigelo sui pendii ampi a partire dai 1550 circa. Si posson calzar gli sci un po’ prima cmq. Poi tutto liscio fino all unico “reposoir” della gita, a quota 2550 circa (c’è un ometto), dove ho messo i rampant per sicurezza. Ancora un pendio esposto a sud, poi cresta. Decisamente esposta ai salti di roccia sottostanti, e decisamente esposta a est dove si sale, essa richiede un’ assoluta attenzione all orario di discesa : oggi le 1045 andavano ancora bene, se si alza lo zero bisogna scendere ancora un po prima. Detto ciò, ora è in ottime condizioni, facilmente salibile con gli sci. Discesa : senza tardare giu fino al ” reposoir” su moquette da urlo, poi si può far pausa. A seguire, fantastici pendii esposti a sud ovest ( e a volte esposti sui salti di roccia). Poi, anziché cinghialaggine e portage, si può virare a destra, scendere altri bellissimi pendii, e con giro largo, ma oggi con soli due brevissimi gava/buta, arrivare sci ai piedi a forno ag ! Consigliata ! Io come quotazione le darei 3.1, esp 3.Un grazie all autista del pullman che stava partendo dal parcheggio per fare la prima corsa del mattino proprio quando son arrivato io ed ha voluto prender un mio riferimento in caso fosse accaduto qualcosa.
Gita in ottime condizioni, si parte con gli sci ai piedi dall’albergo Savoia! 

Gran bel gitone, come detto da qualcuno, una tra le più belle delle valli di Lanzo che di gitoni ne presentano molte! Oggi era normale andare a sud, almeno da queste parti ma penso un po’ ovunque. Sci ai piedi da dietro l’albergo Savoia su ottimo innevamento, tutta primaverile fino alla croce di vetta. Usato i coltelli da appena fuori il boschetto dove i pendii si impennano senza mai mollare fino in cima. Spazi amplissimi e visione stratosferica sulla costiera Gura-Martellot abbondantemente innevata con a dx la Levanna Orientale. Cielo azzurro e temperatura ottimale che ha tenuto la neve giusta per la discesa iniziata alle 13,30. Ultimi 80mt. di salita a piedi con sci sullo zaino per non eseguire innumerevoli inversioni data la ripidezza e la esigua larghezza della cresta ma si può giungere sci ai piedi come fatto da un solitario salito da Rivotti. Reputo comunque la partenza da Forno migliore, primo perché è moooolto più diretta e spettacolare, secondo offre una discesa di gran classe. Il cielo si è andato coprendo durante la discesa ma la visibilità è rimasta ottima regalandoci un bello sballo fino all’ultima curva a lambire l’albergo Savoia! Con amici che non vedevo da un po’

Ci sono le gite e le gitone, questa seppur classica secondo me fa parte del secondo gruppo.
Partenza direttamente da Forno sci ai piedi, meglio seguire fedelmente il sentiero per evitare di finire nella boschinazza. Quando il sentiero abbandona il pianoro per salire i pendii ovest, occorre toglierli per 5 minuti, poi si torna sci ai piedi in spazi abbastanza ampi.
La neve non ha trasformato dai 2500/2600 in su, scendendo oltre mezzo giorno, aveva sufficientemente mollato e quindi la crosta si è trasformata in marcione sciabile un po’ lento (appena toccato il pendio più ripido abbiamo fatto partire due slavinette di superfice).
Oltre firn godibilissimo fino a dove si tolgono, poi veloce sentiero. Iper consigliata, oltre 1.000 mt di pendio a 30/35 gradi con vista mozzafiato. 
Con Fede, Never e Francesco
Bella salita alternativa alla partenza da Rivotti tentata venti giorni fa senza arrivare in punta per visibilità nulla, oggi invece bel tempo. Al momento le condizioni non sono ottimali in quanto la neve inizia a scarseggiare, quindi non proprio consigliata a meno di essere consapevoli del portage da fare. Saliti sci ai piedi da Forno costeggiando il fiume, giunti a quota 1400 sci a spalle sfruttando qualche lingua di neve tra ripidi pendii erbosi fino a 1850. Ricalzati gli sci ottimo innevamento fino in punta. Bella discesa, primi 100 mt. un po’ più mollicci visto l’esposizione, poi bella primaverile sul versante sud ovest, con alcuni gava buta sfruttato le lingue di neve fino a 1650, sci a spalla fino al torrente dove si ritrova la neve. Le tre* per la discontinuità non certo per la qualità. In compagnia di Orfeo, Renato, Ermes, Fabrizio, Battista, Enrico ed i gulliverriani Ghiglio e Popino.

Barrouard da Rivotti? Troppo facile! La banda di Orfokumbo segue una delle sue solite intuizioni e quindi si parte da Forno. Subito sci ai piedi ma con alcuni gava e buta ci inoltriamo nel vallone costeggiando la Stura di Valgrande. Il dislivello è minimo e dopo un paio di km si dovrebbe iniziare a salire ma…”la neve dov’è?” Qualche chiazza bianca ma fino all’orizzonte ambiente da primo giorno d’estate (altro che primavera). Sci sullo zaino e su per pratoni ripidi alla ricerca di bianco continuo! Dopo molta fatica e 400 mt di disl a quota 1800 mettiamo finalmente gli sci e nonostante il gran caldo senza particolari problemi arriviamo tutti e 9 in cima dopo 1650 mt.di disl. Ovviamente in vetta si stava benissimo ma il sopraggiungere di nuvole dalla pianura e il gran caldo abbiamo iniziato a scendere inizialmente su neve molle sotto la punta poi molto bella cotta a puntino fino a quota 2000. A quel punto tra lingue di neve, canaletti innevati, innumerevoli gava e buta, sci sullo zaino e ravanamenti vari tra fango e neve incredibilmente arriviamo al parcheggio sci ai piedi. Oggi un’avventura da ricordare. Diciamo che prediligo le gite un filo più sciabili. Gran ritmo con gli amici di Orfeo e GSA 

Partiti da FORNO ALPI GRAIE. Una delle più belle gite delle nostre Alpi, che non teme assolutamente il confronto con celeberrime gite della Val D’Aosta. 
Gran sciata su pendii sempre sostenuti dalla punta fino al fondo del vallone. La neve, nella prima parte, è destinata a scomparire abbastanza presto.

LEVANNA ORIENTALE DA FORNO ALPI GRAIE

Itinerario
Gite 3
Foto 12
Mappa
Nei dintorni
Difficoltà: OSA   [scala difficoltà]esposizione preval. in discesa: Sud-Estquota partenza (m): 1219quota vetta/quota massima (m): 3559dislivello totale (m): 2340
copertura rete mobileno operato : 0% di copertura
contributors: enrico.giordano1 ultima revisione: 20/01/05
località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )
punti appoggio: Rifugio Daviso
descrizione itinerario:Dal rifugio Daviso (raggiungibile in circa tre ore da Forno) risalire in direzione nord pieno, superando il Col della Fea per proseguire su pendii sostenuti fino a circa quota 3100.Qui tre possibilità:1) Proseguire lungo la via normale in direzione Nord, risalendo la parte meridionale del Ghiacciaio della Levanna, che a quota 3200 circa presenta un breve tratto decisamente più ripido, oltere il quale una bella cresta nevosa adduce alla parte superiore del ghiacciaio stesso, da cui si prosegue fino ad una selletta della cresta alla base delle rocce sommitali.2) Superare il Passo dell’Arc 3297, o meglio il canale innominato appena sulla sua destra, scendere di 120 m sul ghiacciaio des Sources de l’Arc e di qui raggiungere il Col Perdu 3285. Per la cresta, condizioni permettendo, in vetta…3) Una terza possibilità: da quota 3000 circa ci si può spostare a destra per risalire in obliquo il vasto pendio del ramo settentrionale del Ghiacciaio della Levanna, quello ben visibile anche da Torino, fino a raggiungere la cresta Est, congiungendosi al percorso che proviene da Ceresole attraverso il Colle del Forno.E’ anche possibile la discesa diretta senza passare per il col della Fea sul pianoro che sovrasta Forno per un dedalo di canalini che vanno obbligatoriamente percorsi in salita.

Finalmente! Terza volta di fila in questo spendido bacino dalle numerose possibilità..partiti da forno alle 3.15 facciamo un break di un’ora al daviso per verificare se il mega temporale che si stava scaricando su sea voleva venire qui..appurato che forse aveva esaurito lì la sua furia proseguiamo fino in vetta. Sci a 40 m dalla cima classica che si raggiunge facilmente per roccette. Una gran gita che potrebbe diventare una classica delle valli. Valli di Lanzo sempre al top!

Seguito l’itnerario coincidente con la via normale che dopo il Col della Fea risale il versante sud, sulla parte meridionale del ghiacciaio della Levanna. Saliti con i ramponi dall’inizio del tratto ripido sotto alla cresta che interrompe il ghiacciaio per un tratto (quota 3200 circa), fino a pochi metri dalla selletta sulla cresta rocciosa (m 3500 circa), dove ci siamo fermati a causa della neve gia molto molle (ore 10), senza raggiungere la vetta.
Discesa che definirei “superbe” (per dirla alla francese) fino al rifugio Daviso! Anche i tratti più ripidi e la bella cresta nevosa si sono rivelati ottimamente sciabili, su pendenze e difficoltà classificabili nell’ambito dello scialpinismo classico (una bella OSA, oppure 3.2/3.3 se si preferisce). Si scende poi ancora molto bene nel canale del Torrente Gura fino al Gias di Lei. 
In salita abbiamo invece seguito il sentiero ormai quasi del tutto sgombro di neve.
Con Elio, partenza alle 3,20 da Forno… Perso un po’ di tempo a ritrovare il sentiero dopo l’attraversamento delle due grosse valanghe poco dopo Forno. Decisamente consigliabile il pernottamento al Daviso, tenuto anche conto dell’esposizione orientale del percorso.
Non può certo definirsi una “gita comoda” ma, vista la bellezza del percorso e la rilevanza di questa montagna, ben visibile anche da Torino, stupisce che sia cosi di rado frequentata in sci.

Salita complessa e impegnativa.
Abbiamo optato per la seconda possibilità, più lunga, inserita nella descrizione.
Superato il colle innominato alla destra del Passo dell’Arc, troppo pericolosamente carico di neve. Raggiunto poi il Col Perdu con un lungo traverso sul Ghiacciaio de l’Arc. Dopo un tentativo di salita sulla cresta siamo ritornati sui nostri passi per il fortissimo vento.
Risuperato il colletto (120 m. sci in spalla!…) magnifica discesa su pendii sostenutissimi fino al Daviso. Di qui poi, per un canale, si arriva fino a 1750 di quota…poi sci in spalla e pedalare per 480 metri di discesa su sentiero…
Gita Impegnativa e in ambiente severo

MORION PICCOLO (MONTE) DA RIVOTTI

Itinerario
Gite 7
Foto 5
Mappa
Nei dintorni

difficoltà: BSA   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud-Est
quota partenza (m): 1450
quota vetta/quota massima (m): 2833
dislivello totale (m): 1383


copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura
ultima revisione: 27/03/08
località partenza: Rivotti (Groscavallo , TO )
bibliografia: G.Bezze, P.L.Mussa, E.Sesia. CDA. Valli di Lanzo, Tesso e Malone. N°72
note tecniche:
Difficile trovare buone condizioni (pieno sud, la neve va via presto, e inoltre sono necessarie condizioni sicure). 
Terreno molto pietroso.
descrizione itinerario:
Da Rivotti per strada salire all’Alpe Invers, nel Vallone di Vercellina. Puntare ora verso NO in direzione della dorsale che scende dal Monte Morion. Risalirla fin sotto il Morion, quindi aggirarlo alla base e raggiungere le conce fra il M. Morion e il Morion Piccolo. Salire verso Ovest sulla Costa di Prà Longis e portarsi sul ripido pendio sud a forma di triangolo del Piccolo Morion e salire fino al suo vertice; salire verso destra un muretto di un paio di metri senza sci e quindi, a seconda dell’innevamento sfruttando le varie cengette si può giungere con gli sci in vetta. 
Dal vertice del pendio triangolare con neve insufficiente è pure interessante l’arrampicata fino in vetta su buona roccia.
In alternativa è possibile raggiungere il Col Morion (depressione fra il Piccolo Morion e il Monte Morion) e salire in vetta seguendo la cresta NE.
In discesa dalla vetta è per sciatori sperimentati.

BIANCO (CORNO) DA RIVOTTI

Itinerario
Gite 23
Foto 32
Mappa
Nei dintorni
Quasi in cima
tipo itinerario: pendii ampi difficoltà: BS   [scala difficoltà]esposizione preval. in discesa: Sudquota partenza (m): 1450quota vetta/quota massima (m): 2891dislivello totale (m): 1450
copertura rete mobilewind : 80% di coperturavodafone : 100% di coperturano operato : 0% di copertura
contributors: philip ultima revisione: 23/03/09
località partenza: Rivotti (Groscavallo , TO )
punti appoggio: nessuno
cartografia: IGC 1:25ooo, foglio n° 103
bibliografia: L.Barbiè, Scialpinismo dal Moncenisio all’Isère, Ed. Blu. G.Bezze, P.L.Mussa, E.Sesia. CDA. Valli di Lanzo, Tesso e Malone. N°71
accesso:Dopo l’abitato di Pialpetta, in Val Grande, prendere la prima strada a dx per Rivotti. Lasciare l’auto presso un bivio a q. 1450 m (pannello in legno) in vista del paese di Rivotti.
note tecniche:La vetta presenta due cime: la Nord, nodo orografico, e la Sud. Le carte IGC riportano per la cima N la quota 2883 per quella S la quota 2891. La CTR indica invece, rispettivamente, le quote 2883 e 2882. Sulla cima N è posto il triangolino di vetta del CAI di Rivarolo.
descrizione itinerario:

  1. Prendere la carrareccia che porta nel vallone di Vercellina, eventualmente tagliare a sx per bosco. 
  2. Percorrere per un buon tratto il “sentiero Balcone”, poi a quota 1720 m circa entrare decisamente nell’ampia conca sotto la bastionata del Monte Morion. Passare gli alpeggi di Gias Primavera 1757 m e Gias Alpetta 1850 m.
  3. Portarsi progressivamente a sx per raggiungere al meglio lo sperone sud del Piccolo Morion (Costa di Pra Longis), verso q. 2350 m. 
  4. Continuare su questo dosso fino a q. 2600 m circa, poi inserirsi con un traverso a mezzacosta nel vallone di Sagnasse.
  5. Contornare a sx una bastionata rocciosa, poi verso 2700 m puntare decisamente a sx per raggiungere un colletto (pendio sui 35°-37°. Dal colletto percorrere in sci o a piedi, secondo le condizioni i pochi metri che separano dalla vetta (coltelli o ramponi talvolra utili).
  6. DISCESA
  7. Direttamente dalla vetta per il pendio S-E (S3, S4 se in neve dura), tenersi poi alti a sx della bastionata e ricongiungersi con l’itinerario di salita prima del traverso a q. 2650 m circa.

FERTÀ (PUNTA) DA RIVOTTI

Itinerario
Gite 3
Foto 10
Mappa
Nei dintorni
Pendii verso Rocca Cialva
tipo itinerario: attraversa pendii ripidi difficoltà: BS   [scala difficoltà]esposizione preval. in discesa: Sudquota partenza (m): 1450quota vetta/quota massima (m): 2780dislivello totale (m): 1350
copertura rete mobileno operato : 0% di copertura
contributors: mountain ultima revisione: 18/02/18
località partenza: Rivotti (Groscavallo , TO )
accesso:Valli di Lanzo, Germagnano, Pessinetto, bivio Val Grande, Chialamberto, Pialpetta, stradina per Rivotti.
note tecniche:Itinerario di grande soddisfazione da intraprendersi con condizioni di stabilità dei pendii nei pressi di Roccia Cialva. La recente pista pastorale da Rivotti che va a Pera Berghina e prosegue verso il Vallone Unghiasse facilità l’accesso alla zona.
descrizione itinerario:Da Rivotti imboccare la pista di solito innevata che sale verso i vari alpeggi; al primo tornante uscire a destra (transenna) e seguire la stretta sterrata che va verso le Case Crest e si inoltra nel vallone Vercellina; seguirla e quando questa ha due tornanti che la raccordano alla pista superiore (la quale poi scende) attraversare in piano nel lariceto ed in breve ritrovare la pista principale nei pressi del ponticello, dove prosegue verso Pera Berghina.Dal ponte dirigersi direttamente verso il canale evidente posto in direzione nord, prima nella parte bassa su ampi spazi poi nel canale ristretto e fino ad una bastionata; prima di raggiungerla uscire a destra e salire nei corridoi del lariceto pervenendo in breve al tornate della pista che prosegue verso il vallone delle Unghiasse.Superare all’esterno a sinistra il tornante e salire la parte superiore del canale sul suo lato destro (salendo) ed in parte tenendosi sul bordo del lariceto ed in breve si giunge nei pendii aperti. Salire un breve falsopiano seguito da un canaletto, poi passare a destra di una paretina rocciosa per salire una bella dorsale al termine della quale (contro le roccette sommitali) uscire a destra e raggiungere il colletto di Roccia Cialva (uscita un po’ ripida).Da questo punto due possibilità: a) Seguire il successivo bellissimo canale diretto il quale continua lungamente, impennandosi decisamente nella parte finale nei pressi della cresta di sinistra lungo la quale o sui pendii alla sua destra si giunge direttamente alla vetta della Punta Fertà (ultimo tratto consigliabili i ramponi) ; b) Con percorso meno ripido, dopo il colletto di Roccia Cialva uscire a destra su bellissimi dossi, raggiungere un falsopiano seguito da pendii salibili in sci e puntare alla cresta di destra che scende dalla Punta Fertà e valicarla appena a destra di alcuni dentini rocciosi, portandosi sul versante nord e salirlo subito su bei pendii fino a giungere direttamente sulla cresta; seguirla con alcuni aggiramenti di roccette fino a giungere all’ometto di vetta (posto a poca distanza dalla vera punta, ma rocciosa e non sciistica).Discesa. Con buona padronanza degli sci scendere direttamente i ripidi pendii sud tra alcune roccette fino ad imboccare il canale (inizialmente assai ripido) che porta direttamente al Colletto di Roccia Ciarva; diversamente scendere subito a nord (versante Unghiasse) un bellissimo canale inizialmente molto sostenuto, poi spostarsi gradualmente a destra verso l’itinerario di salita b) per continuare sull’itinerario comune.Dal tornante della pista per le Unghiasse a metà canale, è anche possibile sfruttare la pista che porta all’Alpe Pera Berghina ed al ponticello.

MORION (COLLE) DA RIVOTTI

Itinerario
Gite 19
Foto 6
Tracce 1
Nei dintorni
Sotto il colle
tipo itinerario: su dorsale difficoltà: BS   [scala difficoltà]esposizione preval. in discesa: Sud-Estquota partenza (m): 1450quota vetta/quota massima (m): 2700dislivello totale (m): 1250
copertura rete mobilevodafone : 100% di coperturatim : 60% di coperturano operato : 0% di copertura
contributors: lollo ultima revisione: 27/03/08
località partenza: Rivotti (Groscavallo , TO )
bibliografia: G. Bezze, P.L.Mussa, E.Sesia. CDA. Valli di Lanzo, Tesso e Malone. n°72
descrizione itinerario:Dai Rivotti, risalire, prima lungo una strada, poi la lunga dorsale che scende prima a sud est poi a sud dal monte Morion fino a quota 2310. Svoltare a sinistra e risalire su un largo cengione in direzione ovest / nord ovest fino a quota 2580. risalire il ripido pendio canale sulla destra di chi sale fino all’evidente colletto tra la Monte Morion e il piccolo Morion

Alpinismo a Forno Alpi Graie

L’esplorazione delle cime delle Valli di Lanzo è coincisa con la storia dell’alpinismo torinese e con l’affermazione di un neonato Club Alpino Italiano, nel 1863. Le imprese di guide leggendarie come Michele Ricchiardi di Groscavallo, hanno segnato le tappe più importanti dell’epoca d’oro dell’alpinismo delle Alpi Graie Meridionali. Si legano indissolubilmente al territorio delle Valli i nomi di Gian Piero Motti e di Gian Carlo Grassi, visionari innovatori di idee e di tecniche che negli anni ’60, ’70 e ’80 furono capaci d’inventarsi linee ardite sulla roccia e sul ghiaccio, imprimendo per sempre un sigillo epico sulle montagne delle Valli di Lanzo. Oggi, la poderosa testata terminale delle Valli di Lanzo che va dal Rocciamelone alla Levanna Orientale sembra aver svelato ogni suo mistero, anche se pochi alpinisti locali continuano a dimostrare che è possibile inventare nuove avventure e prime salite. La storia ha consegnato all’alpinista appassionato un terreno di gioco unico, lontano dalla confusione e dalla frequentazione di massa dei massicci alpini più celebri. Un alpinismo classico fatto di itinerari di soddisfazione in una cornice ambientale tra le più belle delle Alpi. Gli appassionati delle scalate invernali e dell’ice climbing non mancheranno le difficili goulotte della Val Grande di Lanzo.

Groscavallo Vallone di Sea Settore: La reggia dei Lapiti
La Reggia dei Lapiti costituisce la parete che si delinea immediatamente verso il pianoro del Massiet, subito dopo i settori della Torre di Gandalf e il pilastro del Droide. Le vie sono molto atletiche, solo parzialmente attrezzate oppure interamente da proteggere, ed offrono una scalata molto varia con strapiombi, fessure e placche. La parete è ideale come abbinamento alla Torre di Gandalf o al vicino Droide, per completare una giornata di arrampicata.

Groscavallo Vallone di Sea Area: Torre di Gandalf

La Torre di Gandalf rappresenta senza alcun dubbio una tappa obbligata per lo scalatore che si rechi per la prima volta nel Vallone di Sea. La facilità di accesso, l’esposizione, la roccia ottima e le discese veloci, la delineano coma una delle strutture ideali per prendere confidenza con le ben più severe pareti della zona. L’arrampicata è atletica, in diedro e in fessura, con itinerari generalmente da proteggere o da integrare.

Forno Alpi Graie Vallone del Rio delle Lose (Colombin) Settore: “La California”

Le vie sono tracciate su una barra rocciosa posta al centro del vallone inciso dal Rio delle Lose, ed offrono un’arrampicata tecnica su placca, appoggiata e verticale.

Anello: Forno Alpi Graie – Vallone della Gura – Passo delle Lose – Vallone di Sea – Forno Alpi Graie

Quest’anello riservato ad escursionisti esperti ed attrezzati, rappresenta una delle più remunerative possibilità di addentrarsi nei selvaggi gruppi Gura – Sea – Monfret senza superare difficoltà alpinistiche. Lungo il percorso si possono effettuare numerose osservazioni di tipo litologico e geomorfologico. In caso di emergenza, ci si può appoggiare al Bivacco Ferreri-Rivero ed al Bivacco Soardi-Fassero.
Itinerario da intraprendere con condizioni ottimali, partendo molto presto la mattina.

ARRAMPICATA SPORTIVA

Arrampicata – Vallone di Sea
“Quando si mette piede nel vallone camminando per la stradina acciottolata si avverte qualche cosa di unico ed impenetrabile, affascinante come può esserlo soltanto ciò che è fuori dall’umano. Le pareti di granito sembrano create dal lavoro di un gigante. Specchi che hanno resistititi al tremendo urto del drago. Le Spade di luce nel pomeriggio si abbassano sul nero granito, mettendo in evidenza il suo vero volto di fuoco.”  Gian Carlo Grassi

Campo della Pietra Settore: Parete delle gare

Falesia ideale per la pratica dell’arrampicata sportiva, con itinerari molto atletici e tecnici in placca verticale, con tetti e fessure.

PARAPENDIO

Nella Val Grande di Lanzo, precisamente nel Comune di Cantoira, ha sede il club di parapendio Baratonga Flyers, che dal 1994 promuove l’attività di Volo Libero nelle valli di Lanzo.
Tanti i voli possibili sulle Valli di Lanzo con i Baratonga
http://www.baratongaflyers.it
Con voli “Rivotti” e “Ciavanis” si può veleggiare su tutta la Val Grande, alla scoperta del suo territorio da un “altro” punto di vista!
Dal Ciavanis è inoltre possibile librarsi in volo in biposto accompagnati da pilota, veleggiando sulla Val Grande.
I Baratonga organizzano inoltre l’annuale appuntamento con “Paravolando”,
dove persone con disabilità mototia, anche in carrozzina, possono provare l’ebbrezza del volo, sia in biposto che in autonomia, grazie alla collaborazione con la scuola di parapendio Peter Pan, che dal 1994 affronta il tema del volo per persone con disabilità.
https://www.facebook.com/Paravolando

KAJAK

Lungo la Stura di Val Grande è possibile praticare il KAJAK, con imbarco a pochi chilometri a valle di Forno Alpi Graie,
e partecipare a raduni organizzati dall’associazione Alpikajak – canoa senza frontiere http://www.alpikayak.it
Potrete provare l’ebbrezza di scendere sulle spumeggianti acque del torrente Stura, alla scoperta di scorci sconosciuti ed inaspettati, sfidando le onde in compagnia di tanti appassionati che colorano il fiume con le loro canoe.

ESCURSIONI

Sentiero balcone rivotti-gias nuovo fontane
Anello: forno alpi graie vallone della gura passo delle lose vallone di sea forno alpi graie
Bivacco fassero soardi
Gta ceresole reale pialpetta
Gta pialpetta balme
Pera cagna

RACCHETTE DA NEVE
Sentiero Balcone della Val Grande di Lanzo, da Rivotti
Itinerario
Gite 2
Foto 1
Mappa
Nei dintorni
tipo itinerario: pendii ampi 
difficoltà: MR   [scala difficoltà]
esposizione: Sud
quota partenza (m): 1450
quota vetta/quota massima (m): 1999
dislivello totale (m): 549


copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
contributors: marioalbertino 
ultima revisione: 11/04/10
località partenza: Rivotti (Groscavallo , TO )
cartografia: IGC Valli di Lanzo e Moncenisio
bibliografia: Fondo escursionismo in Piemonte di Ezio Sesia
note tecniche:
Gita molto bella dal punto di vista ambientale e panoramico con percorso che partendo da Rivotti non presenta particolari difficoltà e pericoli. L’unico problema consiste nel trovare il periodo giusto per effettuarla: infatti se la strada fosse innevata e chiusa al traffico sin dal bivio a quota 1200 circa, occorerebbe percorrere altri 3 km. con 250 m. di dislivello per raggiungere Rivotti. Pertanto bisogna tentare alle prime nevicate, che magari in basso siano semplici piogge, o in primavera quando in basso la neve si sia già sciolta, ma in quota sia ancora sufficiente. Quindi il periodo migliore sarebbe Novembre-Dicembre oppure Marzo-Aprile
descrizione itinerario:
Accesso stradale: da Lanzo si segue la strada per la Val Grande (indicazioni Cantoira,Chialamberto,Groscavallo) fino a Pialpetta di Groscavallo; appena fuori dal paese si stacca sulla destra la strada per Rivotti.
Itinerario: dalla borgata Rivotti, al bivio situato poco a monte della chiesa si prende a ds. raggiungendo con alcune svolte le baite del Crest e inoltrandosi nel vallone di Vercellina in un bosco di alti larici. Con altre due svolte la strada lo abbandona però ben presto e inizia un lungo mezzacosta con ottimo panorama sulla Val Grande. Si tocca così un primo vasto pianoro in corrispondenza del vallone del rio Alpetta, ove sorgono gli alpeggi Le Moie (m.1705), Primavera (m.1757) e Giautè (m.1774). Ci si alza ora con alcuni tornanti su di un costone e si riprende il mezzacosta fino a raggiungere un secondo vasto ripiano a m.1900 circa ove giacciono vari alpeggi
siamo nel vallone Sagnasse. Con un ampio semicerchio anche questo vallone viene superato e aggirato un costoncino, un ultimo tratto in lieve pendenza conduce alle baite Gias Nuovo Fontane, ove la strada termina e da cui appare in tutto il suo splendore la testata del vallone della Gura, da Cima Monfret (m.3373) alla Levanna Orientale (m.3555). La discesa si effettua lungo l’itinerario di salita.

Unghiasse (Gran Lago d’) da Alboni
Itinerario
Gite 2
Foto 5
Mappa
Nei dintorni
tipo itinerario: attraversa pendii ripidi 
difficoltà: BR   [scala difficoltà]
esposizione: Varie
quota partenza (m): 1370
quota vetta/quota massima (m): 2494
dislivello totale (m): 1124


copertura rete mobile
dato non disponibile
contributors: strisulina 
ultima revisione: 27/12/11
località partenza: Alboni (Groscavallo , TO )
cartografia: Fraternali 1:25000 n.8 Valli di Lanzo
descrizione itinerario:
Con le racchette da neve si segue pressapoco l’itinerario estivo (alboni, Riane e di qui sentiero fino al gran Lago di Unghiasse

SENTIERO NATURA DELLA VAL GRANDE DI LANZO

Bellissimo sentiero che, costeggiando la Stura della Valgrande, collega Ceres a Forno Alpi Graie. Con l’innevamento, nel tratto da Chialamberto a Forno alpi Graie, i pannelli riportano la cartina del percorso, con foto e tempi percorrenza, con evidenziato il tragitto invernale da percorrere con le ciaspole. Sono ben 14 le bacheche dislocate lungo tutto il percorso, un facile aiuto per individuare in ogni momento l’esatta posizione che l’escursionista si trova lungo il tragitto. Oggi il tratto è tutto percorribile, lungo un itinerario che costeggia la Stura, in gran parte nel bosco, con pochissimi punti di asfalto, adatto a famiglie (visto il poco dislivello), può diventare un’ottima ippovia, nonché un bellissimo percorso da fare in mountain bike. Per chi vuole partire da Ceres l’inizio del sentiero si trova presso il ponte sulla Stura Valgrande sulla strada asfaltata che collega il paese con la frazione Fe, i cartelli indicatori segnano cantoira 0,40, Chialamberto 2,15, Forno Alpi Graie 6,00 ore, naturalmente si può fare anche a pezzi, visto i vari ponti che cillegano il sentiero alla strada provinciale che corre sull’altro lato della stura. Mentre per coloro che vogliono partire da Forno, Chialamberto lo possono raggiungere in 2,50 ore, Cantoira 4,60 e Ceres in 5,30, per le mbike si suggerisce la salita sino a Forno usando la provinciale, poi la discesa sul sentiero di 16 km, avendo il rispetto di dare precedenza ai pedoni. Nei punti di informazione turistica sono disponibili i pieghevoli del percorso.