il Cibo

Cura e passione per la cucina sono stati i motori che hanno spinto a realizzare il piccolo ristorante di Fermata Alpi Graie.

Un ambiente caldo  ed  accogliente dove offrire una qualità del cibo che sia la stessa che si sceglie per sé. 

Menù fisso stagionale, che varia per gli ospiti che si fermano più giorni a Fermata Alpi Graie, con utilizzo di prodotti della filiera locale.

Con qualche episodio di cucina regionale extralocale, a sentimento della cuoca.

Colazioni con latte, yogurt, miele, burro e biscotti  provenienti dalle aziende del territorio.

Le piccole dimensioni di Fermata alpi Graie permettono di poter concordare su richiesta serate a tema e menù specifici, e di utilizzare la struttura ricettiva in modo esclusivo, per piccoli gruppi (minimo 10 persone).

Cosa si mangia a Fermata Alpi Graie? Cucina tipica piemontese ed in particolare di montagna, quella fatta con i prodotti del posto:patate, latte, burro, formaggi di latte vaccino  e caprino, polenta, salame di turgia*, di capra, di cinghiale,  mocetta*, selvaggina, funghi, miele.

E poi … galuperie del Piemonte!

Un po’ di storia della gastronomia locale:

Salame di Turgia

Nell’abside della chiesa parrocchiale di Groscavallo, si può ammirare un affresco ottocentesco opera del pittore Andrea Gastaldi.

Esso raffigura la Maddalena ai piedi del Nazareno; in secondo piano, una mensa imbandita e numerose altre figure.

Sulla destra si distingue un servitore che reca un vassoio dal contenuto quantomeno insolito:

infatti vi è raffigurato un bel pezzo di salame, prodotto tipico delle Valli di Lanzo,

ma di certo non comune per un dipinto di questo genere e, soprattutto, per una mensa ebraica come quella rappresentata.

In realtà si tratta di un richiamo al mestiere di coloro che finanziarono la realizzazione dell’affresco,

ovvero una famiglia di salumai del posto (Bonci e Calza, Valli di Lanzo un altro punto di vista, GS Editrice, 1999).

Già nel secolo XIX era diffusa ed apprezzata l’arte di produrre insaccati nelle Valli di Lanzo.

Nata per il suino, la tecnica dell’insaccato, che ha rappresentato per secoli il più sicuro metodo di conservazione per le carni,

si è estesa in Piemonte anche ad altri animali: così nelle Valli di Lanzo è nato il SALAME DI TURGIA,

termine che in piemontese sta ad indicare una vacca sterile, ormai giunta alla fine della sua carriera produttiva,

oppure una vacca da latte che non ha partorito vitelli. Il salame di turgia ha una duplice origine.

La prima, più antica, va fatta risalire alla necessità, da parte dei contadini, di non sprecare la carne degli animali della fattoria,

anche se poco pregiata. La seconda, più recente, nasce dalla necessità delle macellerie di utilizzare tutta la carne,

in un’epoca in cui non erano ancora dotate di frigoriferi perfezionati come al giorno d’oggi.

La carne che si usa attualmente non è più quella “di scarto”, ma carne di prima scelta,

le tecniche dei produttori si sono raffinate, come è giusto che sia, ma la ricetta attuale è rimasta all’incirca la stessa di quella antica.

Gli abitanti delle Valli di Lanzo sono affezionati a questo insaccato, che caratterizza la gastronomia locale.

Mocetta

Carne secca di origini molto antiche, fa parte del tradizionale tagliere delle Alpi Occidentali.

In origine confezionata solo con coscia disossata di camoscio o di stambecco, attualmente prodotta anche con carni bovine.

Nella bassa valle è presente anche una produzione di mocetta d’asino e capra

Viene prodotta a partire da tagli di carne magri, prevalentemente muscolo o coscia.

La carne viene insaporita con aglio, alloro, rosmarino, salvia e altre erbe di montagna,quindi salata

e ricoperta del liquido proveniente dalla carne stessa. Così preparata, viene lasciata riposare per poi asciugarsi

e stagionare appesa in un locale aerato e asciutto per circa 90 giorni.

Con il passare del tempo la mocetta diventa sempre più saporita e di consistenza tenace, fino a poter essere affettata

solo in fettine sottilissime e quasi trasparenti di consistenza simile alla pergamena e dal sapore molto intenso.

La mocetta viene tradizionalmente servita con un filo di miele e accompagnata da pane nero e burro.